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("Non c'era alcun dubbio in proposito" La Coinquilina)


lunedì, novembre 20, 2006
 

LA VERSIONE DI BARNEY

Un libro davvero bellissimo quello di Mordecai Richler, l'autobiografia di un personaggio immaginario che pagina dopo pagina diventa reale. Ciò che colpisce in primo luogo è lo stile perfettamente calzante con la personalità di Barney Panofsky: il saltare di pal in frasca, le continue divagazioni, tanti particolari che si insinuano nella lettura per delineare perfettamente il protagonista. A questo si aggiungono alcune trovate letterarie, come la presenza delle note correttive a piè pagina fatte dal figlio del protagonista, che contribuiscono a rendere il tutto dannatamente reale. Ed è davvero difficile non immedesimarsi in Barney e distinguerlo da Richler, anche se l'autore ha sempre negato le analogie, tranne quelle più palesemente evidenti e superficiali (le origini ebree, l'ambientazione a Montreal, il lavoro per la televisione, ecc.). L'ironia tagliente e la vena politically incorrect sono delle costanti che non possono che ammaliare un cerbero come il sottoscritto e che a tratti mi hanno fatto ridere in modo irrefrenabile. Sicuramente lettori più dotti sapranno anche riconoscere le mille citazioni che purtroppo non sono pane per la mia ignoranza enciclopedica. Ed è infine un libro pieno di riflessioni non banali e spesso corrosive sulle persone, la vita, l'amore, l'amicizia.
Una chicca personale: l'inizio di un film molto recente e molto discusso che ho visto mentre leggevo Richler richiama la fine dell'ultima pagina di "La versione di Barney", forse una citazione da parte del regista data la stranezza dell'episodio descritto.




 





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