Oggi alle ore 13.30 consegno le chiavi del vecchio appartamento. Di colpo mi rendo conto di averci passato quasi quattro anni e di lasciare una valanga di ricordi, mentre fino a ieri non vedevo l'ora di abbandonare quell'anonimo buco. Tutto ha inizio in data 1 giugno 2001.
FASE 1, DELL'ENTUSIASMO
Hai deciso nell'arco di un mese e mezzo di andare a vivere con la tua nuova ragazza, i motivi sono personali e noiosi per cui li ometto, sappiate che erano più che validi.
Hai trovato un 45mq ammobiliato più garage vicinissimo a dove lavori ad un prezzo abbordabile, sei al settimo cielo. Con un'efficienza che non ti riconoscevi organizzi tutto per benino, compri lavatrice, televisore, ferro da stiro, pentolame e quant'altro necessario per un dignitoso vivere moderno. La ragazza ti assiste egregiamente. Tutto sembra filare bene, ti chiedi perchè hai aspettato tanto per abbandonare la dimora familiare.
FASE 2, DELLA CONSAPEVOLEZZA
Il posto dove vivi non è la reggia che credevi. Vinci la lotta con gli scarafaggi che entrano dall'appartamento di fianco e inizi quella contro la muffa, che si protrarrà per lunghi mesi. La lavastoviglie è in avanzato stato di decomposizione (io manco la volevo, ma già c'era). La caldaia va in blocco un po' troppo spesso e si rompono le valvole per la regolazione del riscaldamento. Il mobilio è fatto di carta velina, per cui appena lo guardi si spacca, complice anche la ragazza che in questo periodo veste i panni di Attila. Vorresti un gatto, che il muflone già ce l'hai in casa (la ragazza non si offende per questi epiteti) e ti dicono di no perchè rovina le porte (sto ancora cercando di capirla questa). Sopra di te vive la padrona di casa, che non è mai una bella cosa, la quale si lamenta perchè fumi troppo DENTRO casa (se sono dentro casa non mi rompere i coglioni).
FASE 3, DELL'ETILE
Nonostante tutte queste rotture di maroni decidi di prenderla con filosofia e investi tutti i tuoi risparmi, al netto di affitto e bollette, in black russian, negroni, pampero aniversario e grafen walder, sempre validamente supportato dalla ragazza (che tra l'altro in questo periodo assume il ruolo di Coinquilina).
FASE 4, DELL'ODIO
Per motivi spesso beceri senti che hai bisogno di più spazio. Ti lanci supportato dalla genitrice nell'acquisto di un appartamento. Unico prerequisito che sia un due camere, così avrai la possibilità di portarti le donnine nell'alcova (come no!) e la Coinquilina potrà grufolare senza averea tiro uno sguardo severo e indagatore.
Più va avanti la costruzione del tuo appartamento più odi quello in cui vivi. Cominci a disquisire in continuazione di mobili e di isolamento e coibentazione, di qualità delle finiture e metri quadri, provocando dopo breve tempo orchite e dismenorrea ai malcapitati con cui esci il sabato sera.
Ogni volta che entri in casa ti guardi attorno con disprezzo.
FASE 5, DELL'ADDIO
Non vedi l'ora di finire di dipingere e pulire per consegnare le chiavi. Sprechi una settimana di ferie per fare tutti i lavori di manutenzione che non hai fatto in quattro anni, che sennò ti inculano parte della caparra. Poi a poche ore dalla consegna ti scatta qualcosa.
Sì perchè alla fine quel posto me lo porterò sempre dentro, anche se ora non mi piace. Mi ricorderò del capodanno (cena compresa) fatto con 15 persone pigiate come sardine, delle sbronze colossali condite di discorsi sui massimi sistemi, del periodo in cui ho ospitato mia madre (in tre si stava davvero stretti), del vecchio senza gambe che ci sorvegliava giorno e notte dall'altra parte del vialetto, dell'imbarazzante normalità degli altri inquilini. L'unica cosa che però davvero mi dispiace è che non avrò il coraggio di mandare a fare in culo il marito della padrona di casa, ci tenevo molto ma sono un educato codardo.
